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Alice lo guardava attentamente
Mentre sorseggiava la sua tazza di tè,
Era triste, il Cappellaio, profondamente disperato
Mentre girava lo zucchero con il cucchiaino.
"Perchè continui a berlo se è evidente che non ti va?"
"È una lunga storia, mia piccola Alice,
Che affonda le sue radici in un tempo che fu.
C'è stato un momento lontano ormai
In cui io e il Tempo eravamo grandi amici,
Di quelli che condividono ogni cosa.
Poi arrivò lei nelle nostre povere vite,
La bellissima e incantevole Regina di Cuori.
Ci convocò a palazzo per una breve consulenza
E fu un colpo di fulmine per entrambi.
Uscimmo di lì come narcotizzati, ma felici,
Arrivammo a casa, prendemmo un tè
E cominciammo a discutere brutalmente
Su chi di noi due fosse davvero degno di lei.
I motivi erano tanti, variegati e a volte folli,
Ma noi non ci ascoltavamo l'un l'altro,
Ognuno urlava le sue ragioni adirato.
A un certo punto il Tempo si zittì seccato
Mi guardò e d'un colpo prese una decisione:
Sfruttò il suo potere e condannò me, il suo rivale,
A vivere perennemente l'ora del tè,
Che da quel momento mi segnò per sempre.
So di non poter sfuggire a questo destino
Ed è per questo che il mio sguardo è sempre così triste."